LA LUNGA STRADA DI ILIASS

Bisogna sempre essere grati per quello che si ha e le infinite possibilità che la vita offre

La gratitudine di Iliass Aouani è alla base della sua fede e lo guida con determinazione. Il suo profondo rispetto verso gli altri e la riconoscenza per le occasioni avute e sfruttate al meglio l’hanno portato lontano. Non solo oltreoceano dove è approdato per studiare ingegneria civile presso la Syracuse University di New York, grazie a una borsa di studio vinta per meriti atletici, ma anche sulle lunghe distanze che non teme di percorrere.

Da mezzofondista qual è, Iliass ha dimostrato di che stoffa è fatto ma sostiene che “Sicuramente devo molto alla mia perseveranza e costanza da atleta, i risultati che ho raggiunto sono grazie a queste mie qualità, ma non solo. Sono convinto che noi esseri umani siamo fortunati ad avere un Dio, di qualunque religione sia, che ci offre un dono – ovvero la vita - e varie possibilità che siamo noi a dover cogliere mentre Lui dall’alto ci indirizza nel grande disegno che ha stabilito per noi”.


E a proposito di risultati, l’italo-marocchino ha fatto un gran parlare di sé: “Lo scorso dicembre sulla distanza dei 5000 metri indoor, a Boston, ho raggiunto il mio PB con 13’35’’07 ma soprattutto questo risultato è la seconda miglior prestazione italiana di sempre”. Non da poco. Ma come si prepara un atleta di interesse nazionale?

“Sono 10/11 le sedute settimanali di allenamento, il 98% del lavoro è aerobico anche perché dobbiamo “macinare chilometri su chilometri” per essere pronti. A questo aggiungiamo lavori di potenziamento e sviluppo della forza con numerose salite collinari e sessioni di palestra”.


Non è solo la preparazione atletica a fare la differenza ma anche lo spirito di squadra e Iliass non nasconde il suo pensiero: “La cultura sportiva americana è ben diversa da quella italiana: l’appartenenza a una squadra è molto sentita, non si gareggia per individualismo e ambizione del singolo ma per il team che ti sprona e che condivide con te gioie e dolori. Inoltre, il sistema scolastico e universitario incentivano lo sport e ti danno tutti gli strumenti per far convivere studio e attività fisica senza mai dover pensare di sacrificare l’uno o l’altro”.



Di sacrifici ne ha fatti anche lui, soprattutto durante il periodo di lockdown: “La pandemia è coincisa con il mio riposo forzato causa infortunio e anche in questo caso sono grato della coincidenza!”. Tutto è stato risolto e Iliass ha ripreso ad allenarsi “gradualmente con una riduzione del chilometraggio settimanale del 30% in quanto non ci sono obiettivi a breve termine e così posso rimettermi in forma senza strafare e puntare alle prossime competizioni con una grinta nuova”.

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